Recentemente la nota catena di fast food BurgerKing ha lanciato su Facebook un’innovativa campagna promozionale di social media marketing.
L’incredibile idea alla base dell’iniziativa (chiamata Whooper Sacrifice, tutto detto…) consiste nel sacrificare 10 amici tra i propri contatti in cambio di 1 Whooper (il must di BurgerKing) gratuito. Naturalmente l’offerta si limitava ad un massimo di 1 Whooper per ogni persona (per prevenire cancellazioni di massa nelle rete di contatti da parte degli iscritti a Facebook più affezionati al fast food…).
L’unica pecca riscontrata in questa magnifica social media campaign è stata la gestione iniziale della privacy: al cancellamento dei 10 contatti infatti, i partecipanti vedevano comparire sulla bacheca pubblica del proprio network la notifica dell’avvenuta “rimozione dell’amico”, oltre alla motivazione: “in cambio di un Whooper”!!!
Lo staff di Facebook ha così deciso di bloccare l’applicazione, richiedendo a BurgerKing il rilascio di una release (immediatamente fornita) priva di notifiche di alcun tipo.
Questo comunque non toglie nulla ad un’azienda che ha sempre messo al centro del proprio marketing un profilo altamente creativo, dimostrando con Whooper Sacrifice di saper gestire eccellentemente iniziative anche sui nuovi media sociali come Facebook.
By Michele Polico 30 January 2009 - 13:34
Secondo me più che una pecca è stato il punto forte dell’applicazione: è proprio grazie alle notifiche che la campagna ha ottenuto la sua diffusione virale e ha generato dibattiti in Rete e al di fuori di essa. Al blocco dell’applicazione essa era ormai molto conosciuta, e il blocco stesso ha generato ancora più rumore sul fatto.
By Giovanni Quaglino 30 January 2009 - 15:04
Condivido da un punto di vista del marketing. Ma le specifiche di privacy non sono da sottovalutare (specialmente qui in Italia) nello studio e sviluppo di una campagna virale e di social media, perchè possono determinare problematiche di carattere legale e conseguenze economiche che vanno ad incidere sul ROI della campagna stessa (benchè spesso questi costi non vengano correttamente riportati nei bilanci riferiti alle proprie azioni di new media marketing…)