Aumenta il click fraud nel Q4 del 2008
Click Fraud Detection, Search Engine Marketing, Web Analytics Add comments
Mi ero già occupato un paio di anni fa del fenomeno del Click Fraud sui pay-per-click, segnalando come questa forma di frode telematica sui budget pubblicitari risultasse in continua crescita parallelamente allo sviluppo della keyword advertising (Il Click Fraud e l’auditing sul pay-per-click).
Nei primi mesi del 2008 il click fraud aveva avuto poi una consistente riduzione della sua incidenza sui click ricevuti, facendo supporre che i publisher fossero finalmente sulla buona strada per eliminare – o almeno ridurre in maniera consistente – questo fenomeno, che minaccia (se non correttamente gestito) il ROI sugli investimenti pubblicitari da parte degli inserzionisti.
Con l’ultimo trimestre (Q4) del 2008 però il click fraud è tornato a crescere in modo preoccupante, superando pericolosamente la soglia del 17% sul totale dei click ricevuti. Questo valore tuttavia rappresenta una media sul totale delle campagne attive; il click fraud infatti ha un’incidenza diversa a seconda dell’argomento trattato dalle campagne pubblicitarie: sui settori ad alto tasso di competitività pubblicitaria, i valori rilevati di Click Fraud salgono così drasticamente, abbattendo il ROI atteso sulle campagne.
Va ricordato a questo proposito che il Click Fraud è da attribuire a diverse fonti:
- “Click robots” (Botnet)
- Competitors dell’inserzionista
- “Bad partners” dei fornitori del servizio pubblicitario
e nonostante tutti i circuiti pubblicitari risultano essere (chi più, chi meno) vittime di questo fenomeno fraudolento, le reti di contenuto sono i più colpiti dal click fraud, e non è difficile comprenderne il motivo…
Benchè i controlli di Click Fraud Detection si stiano via via affinando, gli escamotage utilizzati dai Click Frauders sono sempre più sofisticati (sostituzione dell’indirizzo IP successivamente al click, attesa del tempo di default del fornitore prima del click successivo, etc …), e ne è dimostrazione la sempre maggiore incidenza sul fenomeno dei Click Robots, cioè i sistemi che generano automaticamente i click fraudolenti sugli annunci di keyword advertising.
Risulta quindi sempre più necessario per le aziende inserzioniste saper gestire efficacemente questo problema, per poter tracciare ed identificare correttamente il click fraud ricevuto sui propri annunci pubblicitari, al fine di escluderne l’addebito sui pagamenti diretti al publisher.
Ora, sappiamo che Google ha diffuso una serie di comunicati in cui annunciava di aver risolto, sugli annunci diffusi nei propri circuiti, il problema del click fraud: nonostante vada infatti riconosciuto a Google una buona qualità sui propri click, anche la società di Mountain View risulta tuttavia colpita dai click fraudolenti, specialmente per quanto riguarda gli annunci veicolati sul proprio circuito Adsense.
Nel prossimo post cercherò quindi di fornire una serie di consigli utili a governare e ridurre il click fraud sui propri annunci di keyword advertising, sulla base dei suggerimenti forniti dal Click Quality Council.
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Consulente di New Media Marketing per le imprese, attivo dal 2003 nelle attività di ottimizzazione degli investimenti aziendali online in ambito:
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