Google Brand Update: come cambia il SEO di PMI e grandi aziende

E’ di qualche giorno fa la notizia di recenti modifiche – probabilmente ancora in fase di test – rilevate nelle SERP del più importante motore di ricerca: Google.

L’algoritmo alla base del motore Google, infatti, viene regolarmente aggiornato (Google Update) per mantenere di elevata qualità i risultati delle ricerche degli utenti, valorizzando quindi i diversi siti web – in chiave di posizionamento – sulla base delle continue modifiche evidenziate nelle dinamiche di utenza e di navigazione sul web.

Il social web ha rinnovato completamente le abitudini d’uso degli utenti, generando nuove logiche di consumo mediale, che vedono trionfare gli spazi di aggregazione ed i contenuti segnalati all’interno di reti di contatti personali.

L’inevitabile dilagare di informazioni all’interno dei social network e dei social media, mi sembra che stia ora iniziando ad imporre al Web 2.0 gli stessi passaggi “evolutivi” – e anche problematiche simili – che hanno favorito la nascita delle grandi marche del secolo scorso.

Laddove infatti risulti difficile distinguere la qualità di opzioni informative o commerciali apparentemente equivalenti, il valore della marca (brand equity) è in grado di costituire la chiave di volta nella fase decisionale della persona; e popolarità, notorietà, reputazione e partecipazione sociale sono anche gli elementi di successo per un Brand 2.0 (d’altronde il ranking per il Trust sembra basarsi sugli stessi fattori)

Allora i grandi marchi risulteranno avvantaggiati sui motori di ricerca rispetto ai piccoli brands? Parrebbe che la pensino così all’interno di Google, almeno dalle voci che sono circolate nei giorni scorsi sulla base delle rilevazioni compiute da RankPulse, il tool di statistiche che ha evidenziate le modifiche nelle SERP di Google a partire dal 18 Gennaio 2009: l’ultimo Google Update sembra infatti privilegiare il posizionamento per i siti web riferiti ai grandi marchi noti, il che darebbe qualche conferma a quanto detto prima.

Ponendo che sia questa la linea di sviluppo scelta da Google per il futuro del posizionamento sul suo motore di ricerca (si tratta come sempre di una sola delle variabile coinvolte per una gestione SEO efficace, quindi niente fanatismi mi raccomando…), credo sia ragionevole prevedere un’evoluzione delle politiche di branding delle aziende, che quindi coinvolgerà sempre di più anche i nuovi media – specialmente quelli di natura sociale come i social media e i social network.

Il Google Brand Update potrebbe essere, per le realtà più strutturate, un’ottima occasione per realizzare iniziative strategiche di marketing 2.0, finalizzate allo sviluppo / consolidamento del brand sui nuovi media sociali, usufruendo degli ampii vantaggi che questa filosofia gestionale fornisce; per le PMI, invece, rappresenta un motivo perfetto per incrementare finalmente procedure sistematiche e metodologie efficaci di ottimizzazione degli investimenti online, grazie alle funzionalità di web analytics e analytics 2.0

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